VoIP: quale adattatore (ATA) scegliere?

Quando si è alle prese con l’acquisto di oggetti legati a tecnologie nuove è facile sbagliare la scelta: per telefonare via internet (VoIP) quale adattatore bisogna scegliere?

Sgombro rapidamente il campo da due punti: non parlo di Skype perché non opera con lo standard SIP e quindi si è troppo vincolati e non parlo neppure di VoIP che debba passare da un PC perché, a mio parere, ha poco senso dover avere il pc acceso per telefonare.

Adattatore ATANon voglio dire che Skype non fornisca un servizio che a molti possa essere utile ne che un adattatore VoIP USB da collegare ad un PC non svolga una funzione che ad alcuni possano ritenere sufficiente: dico solo che sono soluzioni sub-ottimali e quindi non mi interessano

Cosa serve

Parto dal presupposto che abbiate una ADSL di buona qualità e che conosciate i suggerimenti generali che ho spiegato in questo articolo per approfondire ora l’argomento di quale adattatore (ATA) scegliere.

L’ideale, in fatto di semplicità e compattezza, è di avere un singolo oggetto che svolga tutte le funzioni. Serve un modem ADSL, un Router che permette di collegare più PC (o console di gioco o altro), uno Switch che fisicamente fornisce le prese di rete e un ATA che è quello che converte la telefonata dal telefono classico in pacchetti che viaggiano in internet e magari anche un Access Point WiFi per poter connettersi anche senza fili.

I Modelli

Ci sono diversi modem-router-ata di quel tipo che integrano tutte quelle funzioni ma senza orientarsi verso apparati di fascia professionale tipo quelli della CISCO (ottimi ma costosi per le tasche di chi vuole usarlo a casa propria) io suggerisco il Fritz!Box Fon WLAN 7170. Il vantaggio di questo oggetto, oltre al fatto che integra tutte le funzioni che ho elencato sopra, è che fornisce un ottimo sistema (automatico) di gestione del traffico che crea le condizioni per avere un ottima qualità delle telefonate VoIP.

GrandStream ATASe invece possedete già parte degli oggetti che servono e vi manca solo l’ATA allora ne trovate diversi che fanno al caso vostro: sempre della stessa marca del precedente c’è il Fritz!Box ata ma anche la GrandStream ne produce di ottimi: l’ Handy Tone 286 e 386 ad esempio. Anche Linksys (CISCO) e Zyxell hanno ottimi ATA e pure molti altri.

In pratica ce ne sono per tutti gusti. Sia con una sola porta dove collegare un telefono e magari anche di dimensioni estremamente compatte che con più porte e più account SIP con addirittura alcune funzioni basilari da centralino.

Il QoS e l’ADSL

Attaccando uno di questi ATA alla propria rete si può quindi collegarci uno o più telefoni classici ma si corre un rischio. La telefonata via internet richiede una serie di condizioni di qualità stringenti per poter funzionare a dovere e avendo un ATA separato dalla rete lo pone nella situazione di dover subire tutti i rallentamenti che il resto della rete eventualmente introduce.

La soluzione dovrebbe essere quella di attivare gli eventuali sistemi per dare priorità al traffico voce che spesso sono presenti nei modem-router ma, come ho scritto qui, sui prodotti non professionali, anche se questi sistemi sono presenti (il QoS per intenderci), in realtà non funzionano o, peggio ancora, rischiano di fare danni!

In questo caso l’unica soluzione per non dover cestinare tutto e adottare un prodotto unico che integri tutto è di darsi una regolata nell’uso della connessione ad internet soprattutto per quanto riguarda le applicazioni Peer to Peer. Sono proprio queste ultime a rubare inesorabilmente la preziosa (in quanto scarsa) banda di Upload e a saturare la banda in Download.

In realtà esiste un altra possibilità. Alcuni ATA hanno due porte Ethernet: una in ingresso per collegarlo alla propria rete e una in uscita per collegarci un PC.

Il fatto è che spesso questi ATA sono in grado di gestire il traffico che viene generato a valle (il PC connesso alla porta in uscita dell’ATA) impedendo che degradi la qualità della telefonata.

Se quindi avete un modem Ethernet e un PC collegato a questo modem basta interporre l’ATA tra il modem e il PC e il gioco è fatto. Se invece avete un modem-router e più oggetti collegati si può sempre fare. Basta solo usarlo come se fosse un modem Ethernet, collegarci l’ATA e a questo collegare un banale (ed estremamente economico) Switch di rete al quale attaccherete tutti gli apparati (PC console di gioco ecc. ecc.) che avevate prima collegati al modem-router.

Il discorso non funziona se il modem-router è anche WiFi: chiunque si colleghi via WiFi si posizionerà prima dell’ATA e il suo traffico non potrà essere filtrato dall’ATA.

Tutto chiaro?

Google Earth per trovare le antenne

Google Earth è uno strumento molto potente e di recente ho iniziato ad usarlo per cercare le antenne di Eolo: le BTS.

Il motivo per il quale è necessario localizzare la BTS è che il collegamento funziona solo se si vede l’antenna. Il concetto di vedere però va inteso in questo senso: se sei a 20 Km dall’antenna, a meno che come secondo nome tu non abbia "falco", è molto difficile vederla ma se sei sicuro che tra te e la BTS non ci siano ostacoli allora la "vedi".

Prima di spiegarvi come fare la verifica usando Google Earth vi anticipo una domanda: Non credo che userò mai Eolo. Può anche darsi ma scommetto che userai WiMax e, purtroppo, le prime frequenze disponibili per WiMax saranno molto simili a quelle usate da Eolo. Avranno quindi lo stesso inconveniente di dover vedere l’antenna. Le frequenze successive no, ma se ne parla tra diversi anni (sigh).

Sasso del Ferro Google earth

Ora passiamo a Google Earth

La prima cosa da fare è creare un segnaposto per la BTS in questione. Ecco la procedura da seguire:

  • Fortunatamente sul sito di NGI ci sono le coordinate esatte di tutte le loro BTS quindi basta inserire i due numeri così come li trovate (senza Lat. e Lon.) in Cerca – In volo. Salvate ora un nuovo segnaposto con il nome della BTS.
  • Ora casa vostra: come prima ma invece che inserire le coordinate metteteci il vostro indirizzo. In questo caso posizionate bene il segnaposto: se la definizione dell’immagine lo permette piazzatelo nel punto dove monterete la vostra antenna.
  • Ora usate lo strumento righello e posizionate un capo sulla BTS e l’altro su casa vostra.
  • La parte più divertente viene ora: zummate su casa vostra posizionandovi all’altezza dell’antenna (balcone o tetto di casa), girate l’orientamento mettendo la riga del righello verso l’alto, inclinate l’orizzonte fino ad avere una visuale come quella reale.

Ora dovreste vedere lo stesso paesaggio che vedete da casa vostra, in direzione della BTS. La differenza è che in Google Earth la visuale è nitida e potete facilmente notare se una collinetta vi ostacola la vista della BTS! Le foto che vedete sono proprio un raffronto fatto in questo modo. In quel caso torna utile Google Earth perché si nota che la BTS è sulla gobba (meno marcata in Google Earth che nella foto) ma in realtà, in quel caso, non c’era bisogno di strumenti raffinati: tra la BTS e noi non ci sono ostacoli di sicuro!

Piccola digressione. La maggior parte delle BTS sono sulle montagne proprio per via del fatto che bisogna vederle. Gli utenti in pianura sono svantaggiati: le BTS sono basse e, difatti, il raggio di copertura è sensibilmente minore rispetto alle zone con rilevi e BTS in alto. D’altro canto essendo le BTS di pianura più vicine è molto più facile vedere ad occhio salendo sul tetto di casa.

Visto che la riga del righello non è retta ma segue gli avvallamenti e le collinette non è affidabile per dirvi se la visuale sia realmente sgombra quindi, in caso di dubbi c’è un ulteriore prova da fare. Rimettete Google Earth in pianta e lanciate la vista trascinando con il mouse e lasciando la mappa in corsa. Lo so, non è facile: a volte non si "lancia" altre volte è troppo lenta o veloce, altre parte in una direzione diversa dal righello ma con un po’ di pratica vedrete che è possibile.

Lasciate il cursore lungo il righello e guardate il rilevamento dell’altezza. Normalmente le BTS sono più in alto di voi quindi un minimo di aumento di altezza è tollerabile ma l’ideale sarebbe che l’altezza decresca (o rimanga stabile) per il primo tratto. Per fare le cose più precise ci vorrebbe un po’ di trigonometria che tornerebbe anche utile per capire quanto vada inclinata verso l’alto l’antenna ma la teoria dei seni ve la risparmio!

ADSL veloce: cosa acquistare

Adsl Veloce...La velocità di una linea ADSL non è quasi mai data dal numero che gli ISP pubblicizzano quando vogliono vendervela!

Non voglio affermare che vogliano ingannarvi e neppure che tutti si comportino così: quello che voglio dire è che per valutare la reale velocità di una linea ADSL quasi sempre il primo numero che balza all’occhio (ad esempio 20Mbit) non dice realmente quale sia l’effettiva velocità.

Fino a…

Per prima cosa quando leggete 20Mbit di solito davanti c’è un "FINO A". Significa che vi vendono una linea che potrebbe (bontà loro) arrivare ad andare a 20Mbit ma per più motivi magari non vi andrà mai oltre i 10Mbit o peggio 8Mbit.

Non approfondisco oltre questo punto in quanto ritengo che la qualità di una linea non abbia molto a che spartire con la massima velocità alla quale riuscite a scaricare qualcosa e magari in orari notturni perché di giorno va molto meno. Io, ad esempio, ho una linea che in download va a 1280Kbit (poco più di 1Mbit) mi basta e avanza ma, soprattutto, quella velocità la posso raggiungere sempre, in qualsiasi orario della giornata e in qualsiasi giorno dell’anno.

Banda Garantita

In caso di traffico elevato può succedere che andiate a meno di quanto sia la vostra normale velocità e qui subentra un parametro importante: la banda garantita.

Molte ADSL non hanno banda garantita: significa che se andate più piano di un vecchio modem analogico da 56Kbit potete solo sperare che torni tutto come prima visto che da contratto nessuno vi ha garantito nulla!

Altre hanno banda garantita ma con valori ridicoli: meglio di niente. Se andate al di sotto di quel valore potete chiedrere dei soldi indietro al vostro ISP. Immagino però che preferiate avere una linea decorosa e che i soldi restituiti aiutino ma non siano ciò che volevate!

Avere almeno 64Kbit di banda garantita sembra poco ma in caso di emergenza potete usare internet per le operazioni più comuni ma il vantaggio principale è un altro. Per garantirvi quei 64Kbit minimi l’ISP deve necessariamente mettere in piedi una ADSL e tutto quello che c’è intorno di una certa qualità.

Velocità di Upload

Da tenere conto è anche la velocità di upload: sempre più rispetto al passato c’è necessità di spedire dati. Joost è basato su una piattaforma di scambio P2P quindi spedisce dati (qui ho scritto qualche dato sul consumo di banda di Joost). Nel giro di breve molte altre applicazioni vi useranno la banda di upload e potrà succedere un fatto che può sembrare strano: esaurita la banda di upload non riuscite più a scaricare nulla! Funziona proprio così: quando l’upload è interamente occupato anche se il download sarebbe libero non potete più usarlo e quindi siete fermi.

Normalmente quello che vi offrono sono 256Kbit di upload che sono sufficienti ora ma di questo passo (Joost e altro) non basteranno più. Peccato che la banda di upload se la facciano pagare molto cara: le uniche offerte che convengono sono quelle dove l’ISP arriva con rete propria (ne ho parlato in questo articolo) perché quasi sempre hanno un buon upload a prezzi competitivi. Alcuni arrivano ad offrire 1Mbit!

Quale ADSL scegliere?

Se nessuno degli ISP che vi raggiungono lo fa con rete propria non avete molte possibilità: o fate come me e vi prendete una linea 1280/512 (1280Kbit in download e 512Kbit upload) oppure vi "accontentate" di avere, ad un prezzo inferiore, una linea più veloce in download ma da 256Kbit in upload. Francamente mi sento di consigliare una soluzione come la mia solo a chi usa l’ADSL anche per la fonia VoIP senza avere altro in casa (ADSL su cavo dati e nessuna linea telefonica Telecom).

In conclusione: ricordatevi che il parametro "banda garantita" è strettamente legato alla reale qualità della linea e quindi vi aiuta molto a capire se avrete buone o scarse possibilità che quella linea vada a quanto la pubblicità dice.

(Foto in testa all’articolo via ImageChef)

EOLO: test in condizioni difficili

EOLOAvevo già parlato di EOLO, la connessione senza fili di NGI in quanto la considero una soluzione buona in diverse situazioni. Lo avevo fatto "sulla carta", non avevo in realtà provato di persona questo sistema per collegarsi ad internet: ora l’ho provato!

Inizialmente avevo pensato di non scrivere di questo primo test in quanto si tratta di un installazione in una situazione limite e quindi con risultati ben al di sotto delle potenzialità di EOLO.

Invece quanto posso dirvi proprio rispetto ad una condizione particolarmente difficile è molto utile per i tanti che potranno trovarsi a dover scegliere se richiedere o meno questo tipo di connessione internet!

Attualmente EOLO sta coprendo molte zone della provincia di Varese e limitrofe e anche nel novarese accomunate dalla scarsa o assente copertura della ADSL classica via cavo. Partendo da una situazione di questo tipo anche una connessione traballante (come vi dirò in seguito) come quella che ho provato è, sia dal punto di vista della spesa, che della qualità più che buona per chi la raffronta con un modem 56k!

Una delle delle richieste inderogabili di EOLO è che ci sia visibilità ottica della antenna che da la connessione (la BTS) e io ho una montagna in mezzo che mi impedisce la vista!

Se avete tempo e voglia in questo post nella sezione dedicata ad EOLO del forum di NGI mi hanno suggerito una interessante lettura (in inglese) che, riassunta brutalmente, afferma che in alcuni casi si riesce a collegarsi anche senza vedere la BTS.

Quello che normalmente si fa è di puntare la propria antenna verso la BTS ma, nel caso non si veda, può succedere che si possa agganciare il segnale su un riflesso captato puntando l’antenna non direttamente verso la BTS: è quello che ho fatto. Nella foto potete vedere una uggiosa giornata sul lago Maggiore: la nebbia fitta è quanto di peggio ci possa essere per disturbare il collegamento, anche la pioggia fitta da fastidio. Il pallino rosso è dove, all’incirca, si trova l’antenna. Invece che agganciare un segnale riflesso di quella antenna ho trovato il segnale di una antenna che viene data con un raggio di copertura molto minore, 18 Km e io sono a 30Km!

In questa condizione ho ottenuto due tacche di segnale (in condizioni normali tre tacche sarebbero il minimo per essere certi di avere una linea perfetta sempre) che però, alle volte, svaniscono per poco. La connesione quindi cade diverse volte all’ora e si ricollega subito. Qualche dato tecnico su questo test lo trovate qui e qui: li ho salvati proprio mentre facevo i test usando EOLO come connessione :)

Se la si paragona ad un modem analogico non è molto diversa in quanto a stabilità ma la banda disponibile è immensamente superiore. La qualità quando è connessa è buona se raffrontata ad una ADSL di qualità nonostante soffra di ritardi causati dalla situazione difficile.

Una prova significativa è quella di telefonare tramite la connessione usando i VoIP: test eseguito e, quando la linea è connessa, la qualità della chiamata è indistinguibile da una effettuata tramite rete fissa (provider VoIP usato: Skypho, ATA: Fritz fon box wlan 7050). Quando è instabile, ma resta connessa, si perde qualche attimo di conversazione ogni manciata di secondi. Se cade la linea cade (ovviamente) anche la conversazione.

Quello che posso quindi concludere dopo questo primo test è che per avere una ottima linea EOLO ad un prezzo paragonabile ad una ADSL (a mio parete anche una buona adsl fatica ad essere buona come una linea EOLO ben messa) è meglio essere entro il raggio di copertura di almeno una BTS (o appena oltre) e bisogna vederla bene: niente montagne in mezzo ma neppure palazzi o grandi piante con foglie fitte.

Un utile servizio (a pagamento) è l’uscita preventiva del tecnico che verifica se il segnale sia sufficientemente buono: se non lo fosse avreste pagato solo l’uscita e non un anno di connessione inutilizzabile!

Nella sezione su Flickr che ho dedicato ad EOLO trovate anche altre foto tra le quali delle di un altra BTS in fase finale di installazione: appena parte quella BTS giro l’antenna, la linea diventerà super stabile e quindi tornerò a raccontavi di EOLO ma in quel caso leggerete delle meraviglie di una linea che ha poco a che spartire con una ADSL classica ed è molto più vicina alle costosissime SHDSL!

WiMax: potente; sempre che non ce lo insabbino

Il WiMax, il futuro della banda larga senza filiIl WiMax è una tecnologia utilizzabile per portare la connessione internet senza fili in maniera quasi sempre più facile ed economica del tradizionale cavo dove attualmente passano le linee ADSL. Anche se sembra la stessa cosa WiMax non è quello che viene usato per EOLO.

In questi giorni si stanno svolgendo alcuni passaggi cruciali al riguardo. Stefano Quintarelli segnala un comunicato stampa di AGCOM (l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) e ci riassume in punti le pessime condizioni che AGCOM vorrebbe per la gara di assegnazione delle frequenze WiMax. Ero già sul piede di guerra pronto a spiegarvi per bene quanto pessimi fossero tutti quanti quei punti ma poi Stefano ha corretto il tiro: forse le cose non stanno così.

Purtroppo il problema di fondo resta: WiMax è potenzialmente un sistema molto efficace ed è in grado di cambiare le carte in tavola in tutto il settore delle telecomunicazioni. Quello che succede è che c’è un impegno molto forte a far si che WiMax non funzioni come potrebbe!

Dato che WiMax è fondamentale, Stefano, io e tanti altri continueremo a restare all’erta in modo che non passi sotto silenzio un eventuale tentativo di frenarlo: ho i miei sogni al riguardo e mi farebbe realmente arrabbiare vedere questi sogni sfumare perché a qualche grande attore del settore delle telecomunicazioni italiane da fastidio questa nuova tecnologia!

ADSL non va di pomeriggio: spiegazione del perché

Adsl non funziona di pomeriggio: una guida per risolvere questo problema
Aiuto: la mia ADSL non va di pomeriggio!

E’ dagli ultimi mesi dello scorso anno che va avanti questa storia: alcuni lamentano problemi solo nel pomeriggio, altri fino a tarda sera. Ad alcuni in quei momenti va più lenta di un vecchio modem 56Kbit altri, i più "fortunati", hanno solo pochissima banda.

Ora cercherò di inquadrare bene la situazione.

A chi capita?

Sembrerebbe a tutti ma a guardare bene non è vero. Non va ad alcuni utenti Alice, non va ad alcuni utenti di altri ISP minori e non va neppure ad alcuni utenti degli altri ISP più grandi.

Verificando nel dettaglio si scopre che gli utenti Alice che hanno problemi sono invariabilmente quelli che passano sulla tratta ATM (ATM è una tecnologia di trasmissione datata e poco efficiente che Telecom Italia continua ad utilizzare).

Anche gli altri (non Alice) si scopre che hanno una linea che il loro ISP acquista all’ingrosso da Telecom Italia e queste linee, guarda caso, passano tutte su tratte ATM.

A chi NON capita? Non ho mai trovato un utente collegato con una linea in ULL (per semplificare una linea totalmente indipendente da Telecom Italia) che avesse problemi e neppure utenti Telecom connessi alla nuova rete FULL IP di Telecom Italia.

Cosa succede?

Per chi non è esperto la percezione è di una linea che sembra debba funzionare (tutte le lucine accese come dovrebbero) ma per aprire una pagina web si attende tempi biblici. Per i più esperti spesso la banda è ridotta e quasi sempre c’è un elevato tasso di pacchetti persi e latenza elevata.

Quando Succede?

Per alcuni inizia la mattina, ad altri parte il primo pomeriggio. In alcuni casi le problematiche terminano nel pomeriggio (più o meno tardo) o, addirittura, la notte!

La situazione reale

All’inizio di questa vicenda nessuno ci capiva nulla ma, poco dopo, i più esperti e i più addentro nelle strutture di rete Italiana hanno cominciato a capire quale potesse essere la causa di tutto ciò.

Un dato significativo è che un problema simile si era presentato tempo fa durante un upgrade gratuito di banda effettuato da Telecom Italia e anche questa volta capitava in corrispondenza dell’upgrade da 640Kbit a 2Mbit e più o meno insieme anche all’arrivo delle nuove linee da 20Mbit.

Nel frattempo il problema era diventato così imponente che Telecom Italia è stata costretta a dire qualcosa ed è uscita con una mezza (anzi 1/4) verità: ha addossato la colpa a malware che a loro dire avrebbero causato il problema.

Stendo un velo pietoso su quello che hanno fatto televisione e giornali riportando come oro colato le parole di Telecom Italia. E’ comprensibile (ma a parer mio inaccettabile) tant’è che anche autorevoli luoghi di informazione in internet non si sono discostati molto da quella linea. Addirittura alcuni blog sono stati titubanti: Telecom è grossa e cattiva e mette un po’ paura 😉

Non tutti: Stefano Quintarelli ha scritto, aggiungendo vari update, cose interessanti e ci sono anche molti commenti illuminanti.

Marco Giuliani ha scritto un articolo proprio sulla questione malware e anche un seguito.

Per non parlare di quello che è possibile leggere in questa chilometrica discussione sul forum di NGI (per i più pigri questo singolo post di Skyluke, aka Luca Spada che è l’amministratore delegato di NGI).

Qua e là sempre nel forum di NGI e in quello di HTML.IT si scoprono cose interessanti come anche singoli utenti che hanno parlato informalmente con tecnici Telecom Italia (e non) i quali confermano il problema. Per la cronaca anche io ho avuto modo di parlare con un tecnico di un ISP che ha confermato.

Se i link agli articoli e forum che ho messo vi annoiavano e non li avete seguiti vi faccio un riassunto.

Nonostante non siano da escludere problemi causati da malware, attacchi ddos e altre amenità simili la causa è la saturazione di alcuni snodi sulla rete ATM di Telecom Italia. Il fatto che causi problemi colpendo in maniera casuale non è strano. Ci sono casi di utenti che hanno ufficio e casa nella stessa città, stesso gestore per l’ADSL e da una parte va mentre dall’altra no.

Il dettaglio tecnico è questo: su alcuni tratte ATM la cpu di alcuni switch va in saturazione per il troppo traffico nonostante il traffico sia al di sotto del massimo che potrebbero sopportare (switch mal dimensionati?). Dato che ogni ADSL ha il suo instradamento può capitare che il tuo vicino di casa vada bene e tu no. L’instradamento lo possono cambiare solo i tecnici Telecom Italia e quando lo hanno fatto il problema, per quel cliente, si è magicamente risolto.

Peccato che se sposti troppi utenti su un percorso libero corri il rischio di intasarlo quindi la soluzione è un upgrade di molti punti della rete ATM o una massiccia migrazione verso la nuova rete FULL IP.

Con fatica le cose si sono sistemate e ora gli utenti che hanno ancora questo tipo di disservizio sono molti meno ma a me resta la rabbia per il fatto che in tanti non sappiano quale sia stata la vera causa!

(fonte della foto in testa all’articolo: Flickr )

Anti Digital Divide, contro la discriminazione digitale

Anti digital Divide
In questi giorni ho avuto modo di contattare Pierluigi Di Bartolomeo, uno dei Consiglieri dell’Associazione Anti Digital Divide, impegnato in prima persona in una tenace battaglia contro una sorta di “discriminazione digitale” che si verifica in Italia. 

Agli inizi del settembre 2004 nasce in rete un gruppo spontaneo di utenti, che incontrandosi sulle pagine del newsgroup it.telefonia.adsl, si mettono a discutere delle problematiche e delle alternative relative alla mancata copertura dalla banda larga di molte zone del nostro paese, individuando una forma di digital divide interno allo Stato italiano da combattere e da superare ad ogni costo.

Dopo un iniziale periodo di analisi/stasi, il gruppo compie il suo primo passo ‘ufficiale’ aprendo una petizione online per richiedere la copertura a banda larga dell’Italia. L’iniziativa riscuote immediato successo presso i ‘digital divisi’.

A fine ottobre, il gruppo registra un dominio e apre il proprio sito con un forum che riscuote subito un grande successo.
Tra le altre iniziative anche la protesta contro le tariffe Telecom Italia per chi l’ADSL ce l’ha già. Alle petizioni online si affianca presto una raccolta di firme "reali" a livello nazionale, che i promotori intendono consegnare al Parlamento.

Il Gruppo spontaneo decide presto, per dare maggior peso alla sua voce e alle sue iniziative, di trasformarsi in Associazione di volontariato per ufficializzare la volontà di tutelare cittadini e utenti dei carenti servizi TLC italiani. La convinzione è quella che la tecnologia costituisce una delle strade più importanti per invertire la tendenza al declino dell’economia italiana.

Il 31/01/2005 viene costituita l’Associazione Anti Digital Divide, con un proprio statuto e tutti i crismi dell’ufficialità. Nel frattempo si sono avvicinati, a quella che poi è stata affettuosamente e più praticamente soprannominata ADD, nuovi utenti: alcuni curiosi di capire meglio, altri desiderosi di aiutare al punto tale da divenire responsabili dell’associazione. Il suo sito è diventato un punto di incontro per realtà diverse di tutta l’Italia, ha messo a confronto persone, idee ed esperienze, arricchendo tutti coloro che vi hanno partecipato e che vi partecipano tutt’ora.

Proprio per il fatto di essere un’associazione nata dalle esigenze degli utenti e che si basa su persone che hanno fatto del desiderio di fare qualcosa di buono e positivo la loro passione, Anti Digital Divide è diventata un’entità conosciuta, riconosciuta e soprattutto di grande credibilità.

Come segnalato sul sito ufficiale, è possibile diventare soci dell’ADD o semplicemente sostenerla con un piccolo finanziamento. Molte sono le persone che in Italia si sentono toccate in prima persona dal problema della carenza della banda larga. L’ADSL in Italia è un lusso che 10 milioni di persone non possono permettersi. L’ADD è un’opportunità per tutti, aiutiamola e sosteniamo a gran voce le sue iniziative.

Tabella tariffe ADSL: lo stato dell’arte dei prezzi

Tariffe ADSL
In questo articolo vorrei mostrare il listino prezzi delle tariffe ADSL proposte dai principali ISP italiani. Si tratta di una tabella aggiornata a marzo 2007, e può esservi d’aiuto come testo iniziale per cercare l’ADSL che fa per voi.

Tabella tariffe ADSL – marzo 2007
Tiscali 24 Mega 24 Mega 39,95€ / mese
Alice tutto incluso 60 20 Mega 60€ / mese 
Alice 20 Mega  20 Mega  36,95€ / mese 
FastWeb Full  20 Mega  19€ / mese 
Libero 12 Mega  12 Mega  29,95€ / mese 
Tiscali 12 Mega  12 Mega  39,95€ / mese 
Tiscali Tandem Flat  10 Mega  39,95€ / mese 
Tiscali Gaming  10 Mega  34,95€ / mese 
FastWeb Easy  6 Mega  59€ / mese 
FastWeb Light 6 Mega  1,50€ / ora 
Libero Tutto Incluso  4 Mega  39,95€ / mese 
Libero Absolute  4 Mega  24,95€ / mese 
Libero Mini  4 Mega  19,95€ / mese 
Tiscali Tandem Free  4 Mega  24,95€ / mese 
Tele2 4 Mega  4 Mega  28,94€ / mese 
Tele2 Tutto Compreso  4 Mega  38,90€ / mese 
Tiscali 2 Mega Free  2 Mega  1,60€ / ora 
Alice Flat  2 Mega  19,96€ / mese 
Alice Tutto Incluso 30  2 Mega  30€ / mese 
Tele2 2 Mega  2 Mega  16,90€ / mese 
Libero Light  1,2 Mega  1,60€ / ora 
Tele2 Free 3 ore 640Kbps  1,79€ / ora 
Alice Night&Weekend  640Kbps  9,95€ / mese
Tele2 Mini 640  640Kbps  1,79€ / ora 
Alice Free  640Kbps  1,99€ / ora 
  • Alice 20 Mega: ti permette di raggiungere fino a 20 Mbps di velocità in download e fino a 384 Kbps in upload. In un attimo puoi quindi scaricare i file, i video e la musica in Mp3 che preferisci, chattare e ricevere mail, condividere documenti e foto con chi vuoi, utilizzare più applicazioni contemporaneamente.I l tutto a casa tua, in libertà. Con un sovrapprezzo di 2 euro si può avere il modem Wi-Fi per connettersi alla rete da tutta la casa senza fili
     
  • Alice Tutto incluso 60/30: Ecco  le due nuove proposte per l’ADSL di Telecom Italia. Il nome delle due promozioni è Tutto Incluso e prevede 2 varianti: la versione da 30 euro al mese e quella da 60 euro al mese. Tutto Incluso 30 prevede l’ADSL a 2 Mega di velocità, mentre Tutto Incluso 60 comprende l’ADSL superveloce fino a 20 mega di velocità (348 Kbps in upload).
     
  • Alice Flat: Uno dei contratti full time meno costosi, ma si naviga a soli 2 mega.
     
  • Fastweb Full: 300 minuti di telefonate e internet senza limiti. Si possono aggiungere Fastweb TV e Sky. La velocità di invio è utile a chi ha la necessità di spedire file pesanti (foto in alta risoluzione, video, ecc…)
     
  • Fastweb Easy: diverse forumle da quella senza canone e bollette (prepagata) alla formula tutto compreso. Internet e telefono senza limiti.
     
  • Libero tutto incluso: banda larga, telefono senza limiti, senza canone Telecom e mantieni il tuo numero di telefono
     
  • Libero 12 Mega: La velocità di Libero Mega è pari a 12 mega in download e 1 mega in upload ed è disponibile nelle zona raggiunte dalla nostra rete a banda larga ADSL2+. Fino all’effettivo collegamento alla rete di Libero o in caso di zone non coperte, Libero Mega sarà attivato a 4 Mega (256 Kbps in upload).
     
  • Libero Absolute: Navigazione illimitata a 4 Mega in download e 256 Kbps in upload. Nel caso in cui non sia possibile procedere subito al collegamento sulla rete Infostrada la velocità sarà temporaneamente di 2 Mega. Nessun canone Telecom Italia e mantieni il tuo numero di telefono.
     
  • Tele2 Free 3 ore: offerta con un costo orario della navigazione e un minimo di 3 ore incluse: va bene per chi utilizza internet intensamente in ufficio e ha poco tempo libero la sera. Va benissimo per visitare i siti e gestire la posta elettronica. Non va bene per una navigazione intensiva e per scaricare file pesanti.
     
  • Tele2 2 Mega: l’offerta più economica per fare i primi passi nel mondo broadband.
     
  • Tele2 tutto compreso: telefonate urbane e interurbane e Internet senza limiti
     
  • Tiscali 24 Mega: sulla carta l’Adsl più veloce, offerta, per di più a un prezzo invitante. Per gli smanettoni del Web, il file sharing, l’uso professionale della connessione: in upload velocità 1 MB
     
  • Tiscali 12 Mega: Navighi senza limiti, 24 ore su 24, fino a 12 Mega di velocità. Puoi navigare e telefonare contemporaneamente
     
  • Tiscali Gaming: configurato in modalità Fast, offre tempi di latenza molto bassi e permette prestazioni migliori sui videogiochi multiplayer per PC e console. E’ il prodotto ideale per i gamers online. In più consente di scaricare rapidamente file di grandi dimensioni.
     
  • Tiscali Tandem Free: un’offerta molto vantaggiosa per avere insieme telefonate urbane e interurbane e navigazione senza limiti a un prezzo interessante. Se 3 mega sono sufficienti è da prendere al volo
     
  • Tiscali Tandem Flat: Navighi senza limiti fino a 10 Mega di velocità e telefoni senza limiti a tutti i numeri locali e nazionali. Più costosa della precedente ma con una velocità teorica di 10 Mega.

Migliori ADSL: una guida alla scelta


Quando si è alle prese con la scelta della connessione ADSL da acquistare conoscere la differenza tra una linea che utilizza il Wholesale di Telecom Italia e una che invece è in ULL è importante (wholesale e ULL sono due termini che descriveremo tra breve).

Idealmente, la soluzione più efficiente è quella di avere un unica rete di trasporto alla quale tutti gli ISP accedono acquistando ad un prezzo corretto. Sulla carta questo è molto simile al Wholesale di Telecom Italia ma nella pratica, purtroppo, non funziona come dovrebbe. Se volete approfondire le motivazioni di questa mia affermazione, non essendo argomento di quanto sto scrivendo ora, vi suggerisco di seguire quanto scrive Stefano Quintarelli al riguardo di One Network e bitstream access: le mie convinzioni al riguardo sono maturate proprio grazie a lui.

Definizione di ADSL Wholesale e ADSL in ULL

Una ADSL in wholesale (abbrevio in WS per comodità) è in parte o del tutto una linea Telecom rivenduta/rimarchiata dal ISP che ve la propone.
Una linea in ULL (Unbundling local loop) è invece quasi totalmente realizzata con infrastrutture proprietarie dell’ISP che ve la propone.

Differenze tra le linee ADSL

Prima di tutto bisogna saper identificare una ADSL in WS e una in ULL. Di solito chi vende una linea in ULL fornisce:

  1. velocità maggiori
  2. ad un costo più basso
  3. …e ricava margini di guadagno migliori (se riesce a raccogliere molti clienti.)

Quindi si ha tutto l’interesse a pubblicizzare bene il fatto. Di solito specificano “rete propria” ma spesso è facile accorgersene guardando prezzi e velocità. Se a pari prezzo forniscono due linee a velocità diversa la più veloce è in ULL.

I motivi per i quali una linea in WS è potenzialmente peggiore di una in ULL sono sostanzialmente due:

  1. il costo all’ingrosso che l’ISP deve sostenere
  2. e la dipendenza dal supporto tecnico di Telecom.

I costi del Wholesale sono pubblici (se volete vederli andate qui) e studiandoseli per bene si capisce che per fornire delle linee con una banda sufficientemente decorosa i costi per avere un VP (il VP è il primo tratto, quello relativo ai costi del WS) di dimensioni corrette sono molto vicini al costo al quale l’ISP vende la linea al pubblico. Da notare che a questi costi l’ISP deve aggiungere anche il trasporto verso l’internet vero e proprio (di solito la sua sede che poi è connessa ad internet ad alta capacità).
Il problema del supporto tecnico che citavo è importante. Quando si verifica un problema in una linea in WS ed è sulla tratta di competenza di Telecom (molto probabile per via di diversi fattori non tutti imputabili a colpe di Telecom) per risolverlo ci sono complicazioni. Voi chiamate il vostro ISP e loro devono chiamare Telecom. Oltre al passaggio intermedio che introduce ritardi c’è un evidente conflitto di interessi di Telecom: come devono fornire il supporto tecnico relativo alle linee che vendono direttamente e quello delle linee che rivendono? La risposta datevela voi.

Come funziona l’ULL

Il doppino telefonico che vi arriva in casa è di proprietà di Telecom e con l’ULL (accesso disaggregato all’ultimo miglio) l’ISP lo prende in affitto. Quando questo doppino arriva nella centrale (di centrali ce ne sono svariate migliaia e questo è un punto importante come spiegherò dopo) e viene collegato su apparati (DSLAM) di proprietà dell’ISP che li ha posizionati pagando un affitto per lo spazio occupato. I DSLAM dell’ISP devono essere collegati (in fibra ottica) alla propria dorsale in fibra ottica.
La banda disponibile è, per ragioni logiche ed economiche, molto ampia. Non è economicamente saggio posare fibre ottiche sottodimensionate per poi dover in seguito posarne altre.
L’ULL sembra essere perfetto e, dal punto di vista di chi acquista una ADSL in ULL, lo è.
L’inghippo sorge quando si guardano i costi e i ricavi degli ISP. Cablare una centrale in fibra ottica collegandola alla propria dorsale ha un costo non trascurabile ed è economico farlo solo se si pensa che i clienti che si riusciranno ad avere su quella centrale (mediamente una centrale copre una città, le città più grandi hanno più centrali) saranno parecchi e quindi abbastanza per ripagarsi l’investimento.
Questo è il motivo per il quale l’ULL è diffuso quasi esclusivamente nelle città grandi e medio grandi!

Provider ADSL in ULL

  • Alcuni ISP che offrono linee in ULL li ho citati qui.
  • Un altro è BT Italia (British Telecom ex Albacom) che è orientato verso le aziende.
  • C’è Infinito che rivende linee in WS BTItalia.
  • C’è anche Tele2 ma non è chiaro quale sia effettivamente la sua rete e la copertura che offre. Sul sito della casa madre descrive la copertura come propria/condivisa: altre informazioni non ne ho trovate.

Alcune precisazioni e postille

  • Nell’immaginario collettivo ULL è sinonimo di nuova linea telefonica oltre che ADSL. Con l’ULL un ISP ha mano libera sull’utilizzo del doppino. Da Telecom affitta il puro e nudo rame e paga, con il canone che versa, anche la manutenzione. Con questo cavo poi ci può fare quello che vuole. Alcuni lo propongono con fonia e dati, altri con solo dati e la fonia la offrono tramite VoIP, altri propongono solo dati. Volendo, sui doppini con tratta breve e  ben messi dal punto di vista della qualità fisica, potrebbero anche fornire connessioni vDSL da 50Mbit. Test con doppini lunghi poche centinaia di metri sono stati fatti e hanno funzionato.
  • Una via di mezzo interessante è SA (Shared Access: accesso condiviso): in questo caso l’ISP non noleggia l’intero doppino ma solo la parte (lo spettro di frequenze) della ADSL lasciando a Telecom la fonia. In questo caso il cliente resta legato a Telecom per la linea telefonica ma passa all’ISP per il trasporto dati.
  • Un caso a parte sono quegli ISP che offrono linee usando il Wholesale di altri operatori (no di Telecom): essendo realtà con un contatto molto più stretto con il loro fornitore vengono sostanzialmente meno sia i problemi di costi che di supporto tecnico. Non è quindi corretto che li identifichiate come ISP che rivendono ADSL altrui ma è giusto identificarli come se avessero una rete propria.

(fonte della foto in testa all’articolo: Flickr)