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Sembra che il futuro dello scambio di denaro si stia spostando dalle carte di credito ai dispositivi mobili. La rivoluzione di Diners Club degli anni Cinquanta, quando furono introdotte nel mercato le carte di credito, sta per diventare passato con l’arrivo del fintech, l’era in cui l’innovazione tecnologica cambia il volto degli strumenti finanziari e dei pagamenti. Continua a leggere

Differenze tra Google plus e Facebook in un’infografica

google-plus-vs-facebook

Quando si parla di Social Network, sicuramente Facebook è il pezzo grosso della situazione, ma la Silicon Valley è piena di storie che parlano di siti che sembravano promettenti e che poi hanno chiuso i battenti dopo pochi anni quando era finita l’esuberanza iniziale.

google-plus-vs-facebookFacebook ha sicuramente avuto una certa supremazia finora e si è anche meritato il riconoscimento universale come applicazione più usata al mondo su Internet, ma da un po’ di tempo ha fatto la sua apparizione Google Plus, il Social Network di Big G che potrebbe mettere in pericolo quello di Mark Elliott Zuckerberg: vediamo quali sono le differenze tra Google plus e Facebook in un’infografica. Continua a leggere

Twitter ed i followers, verità o finzione?

L’effettivo valore dei social network è sempre stato un punto fermo negli ultimi tempi, anche visto il quantitativo di utenza iscritta ad essi. Oggi vi presentiamo un caso eclatante che ha fatto discutere durante questa settimana e sicuramente continuerà a far discutere in futuro. Marco Camisani Calzolari, un docente di comunicazione digitale e linguaggi digitali all’Università Iulm di Milano, è riuscito, mediante il sito seockercks.com, ad acquistare 50000 followers per il suo account twitter. L’annuncio è stato dato dallo stesso Marco qualche tempo fa tramite un messaggio inviato dal suo account twitter come riportato dalla seguente immagine.

Marco ha anche illustrato diverse metodologie e alcuni servizi atti ad incrementare esponenzialmente i propri follower su twitter. In particolare Letusfollow.com e Growfollowers.com consentono di scambiare “punti” per racimolare gratuitamente più follone possibili. Scambiare l’utenza è illegale secondo le linee guida di twitter e questi siti aggirano l’ostacolo proponendo il suddetto punteggio e ponendosi come veri e propri intermediari.

Un vero e proprio mercato nero di falsa utenza che gonfia le stime dei reali utilizzatori della famosa piattaforma virtuale. Pare infatti che siano 500 milioni gli utenti di twitter, quanti di questi attualmente attivi e soprattutto reali non è un dato noto.

Vi presentiamo inoltre twiends.com, un servizio che consente di accrescere i propri follower gratuitamente. Per registrarsi basta connettere il proprio account twitter ed una volta avvenuta la sincronizzazione sarà possibile iniziare ad utilizzare il servizio. Twiends si basa sullo stesso funzionamento dei precedenti,  vi è infatti un punteggio accumulabile costituito dai “seed”, più incrementiamo il punteggio, più aumentano i nostri follower.

Ogni volta che un utente decide di seguire i nostri tweet  viene priemiato con un punteggio, da 0 a 10 seed, configurabile automaticamente o manualmente nelle impostazioni. Ovviamente ciò funziona anche inversamente, è possibile accumulare punti seguendo il maggior numero possibile di utenti(massimo 400 al giorno visti i limiti imposti dalle linee guida di twitter). Altrimenti sono acquistabili punti con i pacchetti in abbonamento dalla pagina http://twiends.com/seeds.

La scelta su chi seguire avviene in base ad interessi  e paese di origine come è ben visibile dalla seguente immagine che mostra la schermata contenente gli utenti disponibili e il punteggio accumulabile per ognuno di essi.

Per seguire un utente basta un click sul pulsante verde “Follow” e un messaggio ci informerà se l’operazione è avvenuta con successo oppure no.

Per quanto concerne le impostazioni, è possibile personalizzare una serie di parametri quali il numero di seed da offrire a chi dovesse eventualmente decidere di seguirci, la nazionalità degli eventuali follower, il drop rate (un tasso di rilascio che identifica la fedeltà degli utenti e la possibilità che continuino a seguirci in futuro), la membership  lenght (da quanto gli utenti che potranno seguirci si sono registrati a twiends) ed infine è possibile impostare il follow back per cui automaticamente il sistema  seguirà coloro i quali hanno deciso di seguire il nostro account.

Noi di Dynamick ne abbiamo fatto un uso massivo per due giorni dedicando alcune ore all’acquisto di pacchetti premium, all’aggiunta di utenti ed impostando parametri molto restrittivi.

I risultati sono stati soddisfacenti, siamo partiti da poco più di 90 followers ed in meno di due giorni come è testimoniato dall’immagine, siamo arrivati a 620. Un punto debole è che spesso questo numero tende a diminuire rapidamente col passare delle ore e dei giorni poiché molti tendono ad annullare il proprio following in modo da ottenere punteggio. Sottolineamo che questa pratica massiva  al solo scopo di ottenere punteggio è scorretta e che comunque twitter non consente l’incremento dei soli followers poiché presenta una sorta di rapporto followers/following a garanzia di pratiche illegali. Comunque sia di seguito è visibile il risultato da noi riscontrato su alcuni giorni di inutilizzo del sistema, come è ben prevedibile la resa dei follower è davvero troppo bassa e il conteggio tende a diminuire anche di 200 follower a settimana:

Facebook sul Nasdaq: un grande flop?

Il 4 febbraio 2004 Mark Zuckerberg assieme a Andrew McCollum e Eduardo Saverin fonda “The Facebook”.

Da allora, in soli otto anni, Facebook è cresciuto fino alla attuale cifra di oltre 845 milioni di utenti attivi mensilmente.

Venerdì 18 maggio 2012 il grande giorno: il debutto di Facebook a Wall Street. In pieno stile Zuckerberg si è vista un IPO (Initial Public Offering) senza precedenti per un’azienda high-tech, seconda solo a Visa, di 38 dollari per un volume di 421,2 milioni di azioni.

Alle 15:35 (ora italiana) Zuckerberg suona la campanella che segna l’avvio di Wall Street a New York.



Peccato però che l’avvio delle contrattazioni del titolo Facebook(con sigla “fb”) sia avvenuto con mezz’ora di ritardo rispetto all’orario prestabilito (ndr. ore 17:00 italiane) per problemi tecnici con gli «opening print», con i trader in difficoltà nel cambiare o annullare ordini.

Nonostante ciò nei primi 30 secondi di contrattazioni sono passati di mano oltre 82 milioni di pezzi che hanno portato il titolo oltre quota 44,5 dollari ad azione con un rialzo potenziale intorno al 18%.

L’euforia del lancio è durata poco nonostante il debutto del titolo a 42,38 dollari, infatti è restato stazionario sulla soglia psicologica dei 40 dollari per circa 11 minuti, fino a quando Bloomberg, nota televisione americana a sfondo prettamente economico, ha reso noto l’arrivo di una class action di 15 miliardi di dollari da una corte federale di San Jose in California.

La causa unisce 21 azioni legali e fa riferimento al ‘Us Wiretap Act’, che regola le comunicazioni elettroniche, per definire il risarcimento che ogni utente dovrebbe teoricamente ricevere da Facebook per il reato di violazione della privacy. L’ammontare degli indennizzi previsti dalla legge sono superiori a 100 dollari per violazione al giorno, una cifra che però lievita nel caso di Facebook fino a 10.000 dollari.

La notizia ha fatto letteralmente crollare la quotazione fino al prezzo di apertura di 38 dollari.

A fine giornata, in definitiva, il titolo ha chiuso a 38,23 dollari, per un incremento percentuale dello 0,61% rispetto all’IPO di partenza raccogliendo poco più di 16 miliardi di dollari.

Alla chiusura della prima seduta il valore di Facebook si attesta a quota 104 miliardi di dollari. Cifra pari a 26 volte i ricavi previsti per quest’anno e 107 volte gli utili, contro i 14 per Apple e i 19 per Google. Questo a fronte di un primo trimestre che ha visto registrare un calo del 6% nel fatturato (1,06 miliardi di dollari) e che ora come ora rende parecchio difficile centrare il target di 7 miliardi di dollari di ricavi per l’intero 2012. Ma chissà cosa escogiterà Zuckerberg per non deludere i suoi investitori. Tutti si aspettano fonti diverse di guadagno, magari più redditizie e sicure, visto che attualmente l’85% delle entrate si basa sulla pubblicità.

Giornata poco rosea non solo per le tensioni che hanno caratterizzato il lancio di Facebook ma anche per gli altri social network e i relativi partner della piattaforma sociale:

  • Linkedin Corporation chiude con -5,65%
  • Yelp con -12,36%
  • Zynga con -13,42%
  • Groupon con -6,69%

Con la capitalizzazione Zuckerberg mantiene il controllo della società, passando dal 70% al 57,5% dei diritti di voto; ma la vera curiosità riguarda Bono, cantante degli U2, che nel 2009 aveva acquistato il 2,3% di Facebook per 90 milioni di dollari: una partecipazione che con l’ipo è salita a 1,5 miliardi di dollari, diventando la più ricca rockstar del mondo, superando Paul McCartney.

Come reagirà il mercato nei prossimi giorni?