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L’antifurto del tuo pc? Si chiama Predator!

In ufficio i colleghi, a casa gli amici o i bambini: tutti possono avere accesso ai nostri dati. Per evitare che piccole distrazioni ci costino la perdita di informazioni importantissime e irrinunciabili, arriva Predator, un software che permette di bloccare o sbloccare il nostro elaboratore semplicemente tramite l’inserimento o la rimozione di una pendrive.

Predator, infatti, genera automaticamente un codice di sicurezza sulla pendrive inserita e continuamente monitora la situazione. Il riconoscimento della pendrive inserita viene effettuato tramite la lettura di questo codice: se la pendrive viene rimossa, Predator non riesce a reperire il codice e vieta l’accesso, disabilitando tastiera e mouse e oscurando gli schermi. Per migliorare la precisione della protezione, Predator cambia di tanto in tanto il codice di sicurezza memorizzato sulla nostra pendrive, così da vanificare le eventuali intrusioni riuscite.

Al termine dell’installazione, compare il menu iniziale e si può inserire la pendrive.
Dalla finestra “Preferenze”, cliccando su “Opzioni principali”, si inserisce l’intervallo di lettura/scrittura per il monitoraggio della presenza della nostra pendrive, la percentuale di oscuramento degli schermi, la presenza o meno degli schermi multipli, icone del desktop nascoste e finestre ridotte a icona, disattivazione dell’esecuzione automatica di pendrive e CD o DVD. In caso di smarrimento del dispositivo, è possibile comunque inserire la password per poter accedere nuovamente al nostro elaboratore: successivamente, si sceglie il drive di destinazione, si clicca su “Crea chiave” per creare il gettone d’accesso.

Il pannello “Opzioni di allarme” riguarda le notifiche di allarme, il file da riprodurre, il numero di volte da ripetere e la finestra di accesso negato: per ogni tentato accesso non autorizzato del sistema, comparirà la schermata di richiesta della password. Davvero interessante scoprire che, se non si inserisce la giusta pendrive entro venti secondi, l’elaboratore inizia a suonare e compare una schermata di accesso negato, con un file di log che registra il tentato accesso e lo notifica al proprietario, una volta inserita la pendrive corretta.

Selezionando “Opzioni avanzate” è possibile scegliere la lingua di preferenza, l’avvio automatico all’accensione dell’elaboratore (per impedire così che al riavvio del sistema le risorse siano liberamente accessibili), l’attivazione del registro che tiene traccia dei tentati accessi non autorizzati e addirittura la possibilità di postare direttamente su Twitter i dati raccolti dal sistema.

Cliccando su OK, Predator rimane memorizzato nel systray per il monitoraggio del nostro elaboratore. Accedendo dall’icona con il tasto destro, si arriva alla finestra di preferenze, al registro dei tentativi di accesso e alla sospensione del monitoraggio.

L’unica pecca di Predator è rappresentata dal fatto che la versione freeware consente di memorizzare soltanto sue chiavi di accesso per due PC differenti su una pendrive. La versione pro (a pagamento), invece, tra le altre features, permette di scattare un’istantanea dalla propria webcam per cogliere in flagrante il colpevole di intrusione. A prova di ladro!

 

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