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Una guida per creare fotografie in High Dynamic Range

High dynamic range
L’ HDR, acronimo di High Dynamic Range, è una tecnica utilizzata in computer grafica e in fotografia per consentire che i calcoli d’illuminazione possano essere fatti in uno spazio più ampio (un high range appunto) e si possano rappresentare valori di illuminazione molto alti o molto bassi.

L’HDR aumenta enormente il dettaglio dell’immagine per ottenere risultati veramente unici. Si può usarlo in maniera leggera per creare fotografie dall’aspetto naturale, oppure marcando particolarmente i filtri per dare un tocco originale e creativo. Il seguente tutorial vi mostrerà come creare con il vostro computer questo genere di filtro di post-elaborazione delle fotografie.

La chiesa di Saint Paul ottenuta tramite la tecnica di High Dynamic Range

Strumenti

Gli strumenti necessari sono un editor di immagini RAW (Photoshop va benissimo) e un programma per manipolare l’High Dynamic Range. Il più famoso è PhotoMatix.

Scattare le fotografie

Ci sono due metodi per creare le fotografie sorgente necessarie per l’HDR. Si può usare il sistema AEB, auto exposure bracketing, che consiste nell’impostare opportunamente la propria fotocamera in modo da scattare 3 fotografie della stessa immagine con diverse esposizioni. L’altro sistema consiste nell’impostare la modalità RAW e scattare una singola foto, per poi estrarne tre usando sistemi di post-elaborazione.

Elaborazione

L’immagine HDR si ottiene aprendo le 3 fotografie con Photomatix. Dal menu HDRI, selezionare la voce "Generate HDR". Photomatix chiederà conferma sull’esposizione delle 3 immagini, suggerendone una, che per la maggior parte dei casi, è quella esatta. A calcolo ultimato, è necessario fare tuning sui toni usando la voce "tone mapping". 

Il "tone mapping" è la parte più creativa del procedimento e consente di infondere la propria creatività nella foto. Impostando la luminosità delle ombre, la forza dei contrasti locali, la saturazione del colore, i bianchi e i neri, il micro-smoothing e il micro-contrast (cioè l’accentuazione dei dettagli locali), si otterranno risultati veramente molto originali.

 Il tone mapping su un'immagine RAW

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11 Commenti

  1. Complimenti per l’articolo veramente molto chiaro e per il commento utilissimo di Frank! Devo ammettere che per chi viaggia e non ha tempo di stare a mettersi a fare diverse foto regolando l’esposizione viene comodissimo il suggerimento di fotografare una volta sola in RAW e poi modificare l’esposizione con Photoshop.
    Mi piace questa tecnica e non vedo l’ora di usarla!

    • Grazie Francesca per il tuo commento. Tieni presente però che fotografare in Raw non porta ad ottenere gli stessi risultati che fotografare con 3 esposizioni differenti. Ma per cominciare va benissimo 😉

      • Non osavo dire che Raw è la stessa cosa! Assolutamente 🙂
        Però se magari non hai tempo perchè sei in viaggio e vuoi cogliere l’attimo (come mi è capitato a Versailles nell’angolo che mi piaceva e ho beccato l’istante senza gente) tu amatore qualsiasi ti affidi al RAW 😛
        Giusto come punto di partenza per esercitarsi tutto qui,posso sapere se ci sono siti o manuali per padroneggiare meglio questa tecnica?
        Io ho aperto un’immagine Raw con Photoshop e sono andata su Modifica-> Regolazioni (o una parola simile) – > esposizione.
        Ho cambiato i parametri dell’esposizione e salvato tre immagini con tre differenti esposizioni!
        Frank è stato chiaro!

  2. Per le macchine che non hanno la funzione di poter scattare 3 scatti con diverse esposizioni (una con esposizione corretta, una sottoesposta e l’ultima sovraesposta, si può scattare un’unica foto sempre in modalità raw con l’esposizione corretta. Poi, da quel raw, se ne fanno 3 semplicemente triplicando l’originale e utilizando photoshop o altri programmi del genere si sottoespone la prima e poi si sovraespone la terza (per dire: -03 la prima e +03 la terza. A q2uesto punto, utilizzando appositi programmi, io uso photomatix, si fa il merge delle tre foto e si ottiene una foto in HDR. Infine, utilizzando il ‘tone mapping’ si provvede a raffinare il risultato variando tutta una serie di parametri. Buon lavoro!
    Ciao 🙂

  3. E’ una tecnica che mi piace davvero molto, ma non capito molto bene un passaggio: ” per impostare la modalità RAW e scattare una singola foto, per poi estrarne tre usando sistemi di post-elaborazione”
    e poi in che senso scattare tre foto uguali di diversa esposizione… grazie…

  4. ciao,ho acquistato da poco una reflex digitale avendo sempre scattato con una reflex a pellicola.sono estremamente affascinato da questo tipo di tecnica e vorrei sapere anche io come si fa da un unica foto in formato raw ad estrarne 3 con esposizioni diverse.Grazie

  5. Ciao,
    mi puoi spiegare come faccio per: “………consiste nell’impostare la modalità RAW e scattare una singola foto, per poi estrarne tre usando sistemi di post-elaborazione”
    Ok per l’impostazione RAW, ma come faccio per estrarne 3 foto con esposizione diverse?

    Grazie.

  6. Trovo molto interessante quest’articolo. Ho diverse fotografie salvate in RAW e quindi ti volevo chiedere se potevi spiegarmi meglio cosa significa “estrarne tre usando sistemi di post-elaborazione”. Come vanno estratte queste tre foto partendo dall’originale?
    Grazie per l’aiuto!

Webmention

  • AVDesign Novembre 20, 2007

    tecnica utilizzata in computer grafica e in fotografia per consentire che i calcoli d’illuminazione possano essere fatti in uno spazio più ampio (un high range appunto) e si possano rappresentare valori di illuminazione molto alti o molto bassi. […link…]